Nella partita sulla legge di parità, dopo venticinque anni ancora incompiuta nella sua parte economica, c’è in gioco non solo la sopravvivenza delle scuole cattoliche, ma anche una questione di giustizia all’interno di un sistema scolastico che la normativa definisce integrato. La conferma è venuta dal convegno organizzato dalla FISM regionale lunedì scorso. Nell’Aula Magna della Regione Emilia-Romagna, affollatissima, c’erano tutti gli attori in gioco: le Federazioni delle scuole e dei genitori, l’Ufficio scolastico regionale, la Regione, l’ANCI. Nel suo intervento Stefano Versari, già Capo Dipartimento del Ministero dell'istruzione, ha ricordato i possibili apporti della Regione. Promuovere l’offerta formativa della scuola paritaria per realizzare un sistema formativo integrato e pluralista, rispettoso delle specificità; intervenire con risorse regionali che consentano più inclusione, rafforzare l’azione di indirizzo nei confronti dei Comuni”.
Significativo il contributo dei rappresentanti delle Federazioni presenti, delle quali il presidente di FISM Bologna Rossano Rossi ha ricordato un impegno all’insegna della passione e della gratuità. “La scuola paritaria è uno strumento potentissimo per garantire a tutti lo studio” ha ricordato Isabella Conti, assessora regionale all’infanzia e alla scuola. “Non solo perché la scuola pubblica non arriva dappertutto, ma anche perché il valore dello stimolo alla ricerca a offrire servizi sempre più adeguati, è possibile soltanto se si lascia spazio a una collaborazione condivisa”.
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